sabato 14 febbraio 2015

Il Più Grande Miracolo del Mondo

Dopo avermi ascoltato durante un programma radiofonico in Equador, una donna dalla voce squillante mi telefono, per prendere un appuntamento. Dopo avere fissato la data e l'orario, mi ringraziò e attaccò il telefono abbastanza maleducatamente. La mattina dopo, mentre stavo aspettando, ho visto arrivare una piccola donna, accompagnata da due uomini alti, che entrava nei cancelli della stazione radio. Gli uomini erano così grossi e così massicci da sembrare giocatori di rygby. Quando la donna entrò nel mio ufficio, i due uomini rimasero fuori. "I due signori non vogliono entrare?" chiesi. "No" rispose la donna, con la stessa voce squillante che mi ricordavo dalla serata precedente. Senza dire altre parole, cominciò a perlustrare il mio ufficio. Guardò sotto la scrivania, dietro ai quadri; evidentemente cercava spie elettroniche. Nel frattempo uno dei suoi compagni si mosse verso il cancello; l'altro rimase proprio fuori dalla porta del mio ufficio. "Questa donna è pazza" pensai.

Poi lei si mise a sedere, incrociò le gambe come un uomo e cominciò a fumare e mi disse che cosa pensava dei predicatori e dei preti. Per lei erano tutti bugiardi, ladri e imbroglioni. Mentre l'ascoltavo e la guardavo accendersi un'altra sigaretta, pregai: "Signore, come faccio ora?" Alla fine dissi: "Signora, la posso aiutare?" Improvvisamente si mise a piangere. Singhiozzò per cinque minuti. Poi disse: "Ho 38 anni e lei è il primo che abbia voluto aiutarmi. Tutti gli altri mi hanno sempre domandato "Aiutami con questo. Fammi quell'altro. Per piacere vieni a fare questo e quell'altro". Poi pianse di nuovo. "Come si chiama?" le chiesi. "Perché vuole sapere il mio nome?" rispose con acidità. "Beh, stiamo parlando" risposi " e mi piacerebbe sapere con chi sto parlando". "Mi chiamo Maria Benitez - Perez" rispose. "Sono la segretaria del Partito Comunista in Equador. Sono una marxista-lenista e non credo in Dio". E cominciò di nuovo a insultarmi. Quando si calmò le chiesi: "ma è venuta qui per insultarmi o perché ha bisogno di aiuto?" Cominciò a raccontarmi la storia della sua vita. Ci vollero tre ore e mezzo per raccontarla tutta. L'ascoltai attentamente per sapere come poterla aiutare. Apparteneva a una famiglia ricca e importante in Equador; giovanissima, si era ribellata. La sua famiglia era molto religiosa; lei fin da piccola era andata a scuola in un istituto cattolico, ma poi non ci era voluta rimanere. I suoi genitori le avevano dato un ultimatum: o rimanere a scuola o andarsene. Più tardi i comunisti strinsero amicizia con lei; lei si scrisse al partito. Sposò un giovane studente di medicina ed ebbe un figlio. Poi divorziò. Si risposò, ebbe un altro figlio, divorziò e si risposò per la terza volta. Dopo questo periodo, cominciò a vivere una vita di promiscuità sessuale. Ma non era tutto. Maria aveva accoltellato un uomo, uno dei suoi compagni comunisti, che poi si era suicidato. Alcuni dei suoi amici erano morti durante scontri che lei stessa aveva provocato. Maria era sopravvissuta perché si era nascosta quando la situazione era diventata troppo pericolosa. Mi raccontò di aver preso in giro e insultato il vescovo che aveva celebrato il funerale di sua madre. Mentre ne parlava la sua voce si fece più dolce: "Anche se non credevo in Dio", disse "mi sono sempre sentita colpevole per il modo in cui mi sono comportata durante il funerale". Si fermò per un momento. "Ma ammesso che ci fosse un Dio, potrebbe perdonarmi e accettarmi come lei ha spiegato ieri sera alla radio?" "Ecco", pensai "ora so come posso aiutare questa donna". Ho imparato che una delle migliori maniere per testimoniare a un ateo professante è quella di prendere un versetto della Bibbia e ripeterlo molte volte finché non comincia a rimanere impresso. Così scelsi la bellissima promessa di Ebrei 10:17. "Si" dissi " ma non prenda per buona solo la mia parola: ascolti quello che dice la Parola di Dio. "Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità". "Aspetti un momento" protestò "Io le ho detto tutto della mia vita. Pensi a quello che ho fatto!" Le ripetei Ebrei 10:17. Protestò di nuovo e ancora di nuovo. Ripetei lo stesso verso 17 volte prima che lei fosse pronta a chiedere a Dio di perdonarla. Finalmente disse: "Se Dio mi potesse perdonare, sarebbe il più grande miracolo del mondo". Pregammo insieme e lei accettò il Signore. Una settimana dopo, quando lasciai l'Equador, la rividi. Era cambiata, Sembrava contenta ed era tranquilla, Quando Dio si impossessò della vita di quella marxista equadoriana e la trasformò, compì lo stesso tipo di miracolo che compie nella vita di ogni credente. La riconciliò con Lui. Finché non veniamo al Signore siamo ribelli. Forse siamo ribelli gentili, belli ed educati, ma sempre ribelli. Quando ci arrendiamo a Cristo, siamo riconciliati con  Lui. Per mezzo del sacrificio sulla croce il debito dei nostri peccati è cancellato. Nonostante tutte le volte che abbiamo offeso Dio, Egli ci perdona, ci libera dalle nostre passioni e dalle maschere che abbiamo indossato per fare colpo sugli altri.


Trascritta da: La Manna Francesco
Storie di Vite Vissute
Autore Luis Palau

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